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Contratture muscolari: prevenirle con l’allungamento muscolare

Contratture muscolari: prevenirle con l’allungamento muscolare

Le precauzioni per contrastare le contratture muscolari non sono mai troppe, cerchiamo di capire insieme quanto lo stretching possa essere di aiuto.

La cautela e le opinioni estremamente diverse sull’efficacia di un allenamento di allungamento come elemento di prevenzione dai traumi sportivi, come ad esempio lo stiramento muscolare, che si possono trovare nella letteratura più recente, dipendono dal fatto che nei protocolli di ricerca dei lavori sull’argomento vi sono spesso errori sia di contenuto sia di metodo.

Così spesso non si è tenuto conto:

  • di quali traumi sportivi sia possibile prevenire attraverso gli esercizi di allungamento (in particolare stiramenti muscolari e lacerazioni delle fibre muscolari, ma non lesione dei legamenti, fratture da stress, ecc.). Spesso dopo avere confrontato in modo indifferenziato l’insieme di tutti i traumi con o senza programmi di stretching, si afferma che non vi sono differenze. Se tuttavia per quanto riguarda i traumi presi in considerazione ci si limita a quelli tipici generati da carichi di forza rapida, come strappi muscolari e tendinei nella regione della muscolatura posteriore e anteriore della coscia, degli adduttori e della muscolatura poplitea, si può chiaramente vedere che gli esercizi di allungamento muscolare rappresentano un metodo efficace di prevenzioni degli infortuni.
  • se si sono utilizzati esercizi di allungamento muscolare a breve termine (prima del carico) o a lungo termine (praticati per settimane/mesi) oppure entrambi.
  • che sono stati utilizzati programmi di stretching non standardizzati e nei quali si impegnavano prevalentemente esercizi statici (generalmente non si utilizzavano le tecniche di allungamento dinamiche che sono più efficaci); che tra una ricerca e l’altra vi sono differenze nei tempi di allungamento e nel numero delle ripetizioni; che si allungavano gruppi muscolari completamente diversi (in pare solo singoli muscoli, in parte solo monoarticolari o biarticolari ecc.)
  • in quale momento si è prodotto il trauma. La prevenzione degli infortuni sportivi attraverso il riscaldamento/allungamento si può definire solo a quei traumi che si sono prodotti all’inizio, ma non verso la fine di un’attività sportiva (ad esempio in una partita di calcio a metà/fine secondo tempo), quando sui fattori traumatici intervengono anche altre cause, come l’affaticamento
  • dello sport oggetto di ricerca. E’ evidente infatti che, il rischio di traumi nelle corse di fondo e mezzofondo è minore rispetto a quello delle competizioni sportive che presentano una dinamica più elevata e un’azione di contrasto dell’avversario.
  • che un ruolo può essere svolto anche dal livello individuale di mobilità articolare. Alcune ricerche hanno evidenziato pareri discordanti:alcuni autori riportano che, in presenza di una più elevata mobilità articolare, vi sarebbe un tasso minore di traumi sportivi, mentre altri studiosi dichiarano che sia maggiore, oppure che non esista alcuna correlazione tra mobilità articolare e frequenza dei traumi.

[pullquote align=”full” cite=”” link=”” color=”” class=”” size=””]Un sviluppo ottimale di un allenamento sulla mobilità articolare produce maggiore elasticità, capacità di allungamento e di rilassamento dei muscoli, dei tendini e dei legamento interessati, fornendo così un contributo importante per una buona tollerabilità del carico e per la prevenzione degli infortuni.[/pullquote]

Dal punto di vista ortopedico, la diversità dei risultati può essere ricondotta al fatto che, in presenza di una buona mobilità delle articolazioni o della capacità di allungamento muscolare, si può prevedere una minore propensione ai traumi delle strutture muscolari e tendinee, mentre in presenza di un’ipermobilità generale delle articolazioni e di una scarsa formazione della capacità di allungamento si può supporre che possa esistere un rischio maggiore di eventi traumatici che coinvolgono l’apparato muscolare, tendineo e legamentoso.

©Riproduzione riservata

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